Normativa
Chi può accedere al regime forfettario e quali cause di esclusione lo fanno perdere?
La legge 190/2014 fissa le condizioni di accesso, le cause di esclusione e gli effetti della fuoriuscita dal regime.
Risposta breve, prima di ogni approfondimento: al regime forfettario accede la persona fisica che esercita un'attività di impresa, arte o professione, che nell'anno precedente ha incassato ricavi e compensi entro la soglia fissata dalla norma, che non spende oltre il limite previsto per collaboratori e lavoro accessorio, e che non ricade in nessuna delle situazioni che la legge elenca come cause di esclusione. Si perde il regime quando una di quelle situazioni si verifica, quando la soglia viene superata, oppure quando si sceglie volontariamente di applicare l'IVA e la contabilità ordinaria.
Detta così sembra una lista di spunte. Nella pratica quotidiana di chi fattura, invece, il punto delicato è un altro: le condizioni non si verificano una volta sola, all'apertura della partita IVA. Si verificano ogni anno, e alcune si verificano guardando indietro all'anno appena chiuso.
Dove si trova la disciplina del regime forfettario
Il regime forfettario nasce con la legge 23 dicembre 2014, numero 190, all'articolo 1, nei commi che vanno dal 54 in poi. Da allora l'impianto è rimasto quello, ma diverse leggi di bilancio successive hanno modificato la soglia dei ricavi, il limite dei redditi da lavoro dipendente e alcune condizioni di accesso.
Questo spiega una scena che tutti gli studi conoscono: due articoli trovati in rete raccontano regole diverse, e hanno ragione entrambi, solo che parlano di anni diversi. Prima di applicare qualunque regola, verifica sempre a quale periodo d'imposta si riferisce il testo che stai leggendo, e confrontalo con la versione vigente della norma o con le circolari dell'Agenzia delle Entrate.
Per questo, in questa pagina, trovi il meccanismo e non i numeri. Le cifre esatte cambiano con le leggi di bilancio: il tuo commercialista e le fonti ufficiali restano l'unico riferimento affidabile per l'importo in vigore nell'anno che ti interessa.
I requisiti di accesso previsti dalla norma
Il primo requisito è soggettivo: il regime è riservato alle persone fisiche che esercitano attività d'impresa, arti o professioni. Le società di persone, le associazioni professionali e le società di capitali sono fuori per definizione, indipendentemente dai loro numeri.
Il secondo requisito riguarda i ricavi e i compensi dell'anno precedente, che non devono superare la soglia stabilita dalla legge. Il conteggio segue il criterio di cassa: contano gli importi effettivamente incassati nell'anno solare, non quelli fatturati. Una fattura emessa a dicembre e pagata a gennaio pesa sull'anno nuovo.
Il terzo requisito riguarda le spese per lavoro: chi impiega dipendenti, collaboratori o lavoro accessorio deve restare entro un tetto di spesa lordo annuo fissato dalla norma. Sopra quel tetto, il regime non è applicabile.
Il ragguaglio quando l'attività inizia in corso d'anno
Chi apre la partita IVA a metà anno non ha davanti l'intera soglia annuale. Il limite va ragguagliato all'effettivo periodo di attività: aprire a settembre significa disporre di una quota proporzionale, calcolata sui giorni. È un dettaglio che sfugge spesso a chi parte forte nell'ultimo trimestre e chiude l'anno convinto di essere ampiamente sotto.
Le cause di esclusione più frequenti
Accanto ai requisiti positivi, la norma elenca situazioni che impediscono l'accesso o la permanenza. Le più ricorrenti negli studi sono queste:
- l'applicazione di regimi speciali IVA o di regimi forfettari di determinazione del reddito previsti da altre disposizioni;
- la residenza fiscale all'estero, salvo i casi che la norma stessa fa salvi per i residenti in Stati europei che producono in Italia la parte largamente prevalente del proprio reddito;
- il compimento, in via esclusiva o prevalente, di cessioni di fabbricati, di terreni edificabili o di mezzi di trasporto nuovi verso altri Paesi dell'Unione;
- la partecipazione contemporanea a società di persone, associazioni professionali o imprese familiari;
- il controllo, diretto o indiretto, di società a responsabilità limitata che svolgono attività riconducibili a quella esercitata con la partita IVA;
- il superamento del limite di redditi da lavoro dipendente e assimilati percepiti nell'anno precedente.
Nessuna di queste voci si valuta a occhio. Una partecipazione ereditata, una quota societaria dormiente, un contratto di collaborazione firmato per sicurezza durante un anno magro: sono tutti fatti che vanno segnalati allo studio prima della dichiarazione, non dopo.
Redditi da lavoro dipendente e rapporto con l'ex datore
La causa di esclusione legata al lavoro dipendente riguarda chi, nell'anno precedente, ha percepito redditi di lavoro dipendente e assimilati oltre un importo fissato dalla norma. Rientrano in questa categoria anche le pensioni, che l'ordinamento tratta come redditi assimilati: molti pensionati con partita IVA lo scoprono tardi.
C'è poi la regola sull'ex datore di lavoro. La norma esclude chi esercita l'attività prevalentemente verso datori di lavoro attuali, oppure verso soggetti per i quali si è lavorato nei due anni precedenti, o ancora verso soggetti direttamente o indirettamente riconducibili a essi. È la classica situazione del dipendente che si mette in proprio e continua a fatturare quasi solo all'azienda da cui è uscito.
La parola chiave è "prevalentemente", e la sua misurazione va fatta sui compensi dell'anno. Se il tuo portafoglio clienti pende in modo netto verso un ex datore, portalo in evidenza allo studio con i numeri alla mano, prima che sia la dichiarazione a fare emergere il problema.
Partecipazioni in società e controllo dell'attività
Le partecipazioni societarie hanno due trattamenti diversi. Le società di persone, le associazioni professionali e le imprese familiari sono incompatibili per il solo fatto della partecipazione, a prescindere da che cosa facciano.
Per le società a responsabilità limitata la valutazione è doppia: serve il controllo, diretto o indiretto, e serve che la società svolga attività economicamente riconducibile a quella del forfettario. Se manca uno dei due elementi, l'esclusione non scatta. Il controllo indiretto tiene conto anche delle quote intestate a familiari, secondo le regole del codice civile richiamate dalla norma.
Se la situazione è di quelle che non si risolvono con una lettura veloce, la sequenza sana è semplice: raccogli le visure, elenca le quote, descrivi in due righe che cosa fa ciascuna società e porta il fascicolo al commercialista. Il glossario di quali parole del regime forfettario conoscere per leggere l'F24 e le email dello studio aiuta a capire la risposta che ti arriverà.
Che cosa succede superando la soglia dei ricavi
Il superamento della soglia non produce sempre lo stesso effetto. La norma distingue fra un superamento contenuto e uno oltre una seconda soglia più alta, e la differenza sta nel momento in cui il regime cessa.
| Situazione | Quando cessa il regime | Che cosa preparare |
|---|---|---|
| Soglia ordinaria superata, senza sforare il limite più alto | Dal periodo d'imposta successivo | Passaggio all'IVA ordinaria dal 1° gennaio e nuovi registri contabili |
| Superamento oltre il limite più alto previsto dalla norma | Già nell'anno in corso | Rettifica delle fatture interessate, apertura dei registri IVA, liquidazioni periodiche |
| Causa di esclusione diversa dai ricavi | Dall'anno successivo a quello in cui si verifica | Verifica con lo studio e scelta del regime contabile di destinazione |
Per governare la cosa serve una sola abitudine: conoscere il totale incassato dall'inizio dell'anno, sempre, non solo a marzo quando si prepara la dichiarazione. È esattamente il tipo di scivolone descritto in perché l'accantonamento delle imposte va storto e quali errori rendono cara la scadenza estiva.
Uscire dal regime: adempimenti da preparare prima
Uscire dal forfettario non è una sanzione, è un cambio di assetto. Cambia il modo di fatturare, perché entra l'IVA da addebitare e da versare; cambia la contabilità, con registri e liquidazioni periodiche; cambia la determinazione del reddito, che passa dal coefficiente di redditività ai costi effettivamente documentati.
Chi arriva preparato a questo passaggio ha fatto tre cose durante l'anno: ha tenuto aggiornato il progressivo degli incassi, ha conservato in modo ordinato i documenti di spesa anche quando non servivano, e ha parlato con lo studio prima di dicembre. Il ritmo di lavoro che rende naturale questa disciplina è raccontato in in che modo una consulente forfettaria attraversa un anno intero di accantonamenti senza sorprese.
Vale la pena ricordare che l'uscita dal regime non tocca l'obbligo di fatturazione elettronica, ormai generalizzato: sul punto è utile rileggere che cosa comporta per i forfettari l'obbligo di fattura elettronica verso il Sistema di Interscambio.
I punti da ricordare
- La disciplina è quella della legge 190/2014, aggiornata dalle leggi di bilancio successive.
- La soglia si verifica sugli incassi e va ragguagliata se l'attività inizia in corso d'anno.
- Redditi da lavoro dipendente e assimilati oltre il limite di legge escludono dal regime.
- La fatturazione prevalente verso l'ex datore va valutata con lo studio, numeri alla mano.
- L'uscita porta IVA ordinaria e obblighi contabili nuovi: si organizza prima, non a gennaio.
In sintesi
Accede al forfettario la persona fisica che resta entro la soglia degli incassi e il tetto di spesa per il lavoro, e che non ricade in nessuna causa di esclusione: regimi speciali, residenza estera, partecipazioni societarie, controllo di srl collegate, redditi da lavoro dipendente oltre il limite, prevalenza di fatturato verso l'ex datore. Si perde quando una di queste condizioni cade, con effetto immediato o dall'anno successivo a seconda del caso.
Il modo più semplice per non arrivare impreparato è vedere il totale incassato aggiornarsi in tempo reale accanto a ciò che devi mettere da parte. È quello che fa ForfettarioSereno, il salvadanaio fiscale che calcola l'accantonamento a ogni incasso, sul tuo coefficiente e sulla tua gestione previdenziale. Se la tua situazione ha uno di quei nodi che meritano due parole, scrivi dal modulo di contatto oppure a jimenezjulien42@gmail.com: questa pagina resta informativa e non sostituisce il parere del tuo commercialista.
Costruisce strumenti semplici per chi lavora in proprio. Con ForfettarioSereno traduce coefficienti, contributi e scadenze in un unico numero da mettere da parte, senza gergo e senza fogli di calcolo fragili.
Da leggere anche
8 settembre 2026
Quando cadono le scadenze fiscali del forfettario e come si fissano in agenda a gennaio?
Rate contributive, saldo, acconti, imposta di bollo e dichiarazione: tutte le scadenze del forfettario da fissare in agenda già a gennaio, senza rincorse.
Leggi il calendario delle scadenze
Immagine generata con intelligenza artificiale.
8 settembre 2026
Quanto costa davvero un anno di partita IVA forfettaria tra contributi, imposte e commercialista?
Contributi, imposta sostitutiva, parcella dello studio e voci minori: come costruire un budget annuale realistico per una partita IVA in regime forfettario.
Leggi il calcolo dei costi annui
Immagine generata con intelligenza artificiale.
8 settembre 2026
Quali parole del regime forfettario bisogna conoscere per leggere l'F24 e le email dello studio?
Dal coefficiente di redditività al quadro LM: le parole che compaiono sull'F24 e nelle email dello studio, spiegate una per una senza gergo tecnico.
Leggi il glossario del forfettario
Immagine generata con intelligenza artificiale.