Coefficiente di redditività per codice ATECO
Scegli il codice della tua attività e lo strumento applica il coefficiente corrispondente al calcolo dell'imponibile. Nessuna tabella da consultare a mano ogni volta.
Per chi lavora in regime forfettario
Registri l'incasso, ForfettarioSereno applica il coefficiente di redditività del tuo codice ATECO e separa imposta sostitutiva e contributi INPS. Ogni mese vedi la cifra da lasciare ferma sul conto e la data del prossimo F24.
Da lasciare fermo sul conto
1.240 euro
Rappresentazione illustrativa del pannello: gli importi dipendono dal tuo coefficiente di redditività, dalla gestione previdenziale di iscrizione e vanno confermati con il tuo commercialista.
Il punto di partenza
Il bonifico arriva di venerdì, l'importo è quello concordato e per qualche giorno sembra tutto in ordine. Poi si presentano l'affitto, il rinnovo dei software, la spesa, e il saldo scende senza che nessuno abbia mai deciso quale parte di quel denaro fosse davvero tua. Nel regime forfettario non esiste una busta paga che trattenga le imposte prima di pagarti: la trattenuta la devi fare tu, incasso per incasso.
Il punto non è la buona volontà, è che il calcolo non viene istintivo. Prima si applica ai compensi il coefficiente di redditività legato al codice ATECO, poi si deducono i contributi previdenziali effettivamente versati, e solo alla fine si arriva alla base imponibile su cui pesa l'imposta sostitutiva. Nel frattempo corrono anche i contributi INPS, che seguono un calendario tutto loro.
Così si arriva all'estate con un modello F24 che somma il saldo dell'anno chiuso e il primo acconto di quello in corso, e a fine novembre con il secondo acconto. Chi ha fatturato bene si ritrova l'importo più alto proprio quando aveva smesso di pensarci. Il seguito lo conoscono tutti: rateizzazioni chieste in fretta, fido bancario usato per pagare le tasse, telefonate allo studio in cerca di una via d'uscita che non c'è.
Come funziona
ForfettarioSereno parte dal tuo codice ATECO e dal coefficiente di redditività che gli corrisponde. Ogni volta che registri un compenso incassato, lo strumento ricalcola il reddito imponibile stimato, sottrae i contributi previdenziali già versati e mostra quanto lasciare da parte tra imposta sostitutiva e INPS. Non serve aprire un foglio di calcolo, né aspettare la dichiarazione per capire come sta andando l'anno.
Le due voci restano sempre separate, perché seguono scadenze diverse: le imposte con saldo e acconti, i contributi con il calendario della tua gestione previdenziale. Il pannello mostra la cifra da accantonare oggi, quella che hai già coperto e la data del prossimo versamento, così il denaro del fisco resta fermo finché non serve davvero.
Codice ATECO e coefficiente di redditività, gestione previdenziale di iscrizione (separata oppure artigiani e commercianti), anno di apertura della partita IVA. Pochi minuti e il calcolo è tarato sul tuo caso.
Segni la fattura il giorno in cui viene pagata, a mano o importando il riepilogo. Il conteggio si aggiorna subito e la quota da accantonare resta visibile in cima alla schermata.
Prima di ogni versamento ricevi il promemoria con l'importo stimato e le voci da riportare sul modello F24, da confermare con il tuo commercialista prima di pagare.
Che cosa trovi dentro
Ogni funzione risponde a una domanda che torna tutti gli anni: quanto accantonare, quando versare, a che punto sei con i ricavi e che cosa consegnare allo studio.
Scegli il codice della tua attività e lo strumento applica il coefficiente corrispondente al calcolo dell'imponibile. Nessuna tabella da consultare a mano ogni volta.
Vedi in ogni momento l'imposta sostitutiva stimata sull'anno in corso, con la distinzione tra quota di saldo e quota di acconto. Il valore si aggiorna a ogni nuovo incasso registrato.
Gestione separata oppure artigiani e commercianti: i contributi vengono stimati con il calendario giusto e non si mescolano mai con le imposte. Ogni versamento fatto riduce l'imponibile dell'anno.
Una barra confronta quanto hai già messo da parte con quanto servirà alle prossime scadenze. Capisci in un colpo d'occhio se sei in pari o se stai rimandando.
Saldo, primo acconto, secondo acconto e rate contributive in un'unica agenda. Il promemoria via email parte con giorni di anticipo, non la mattina della scadenza.
Il totale incassato nell'anno resta sempre in evidenza, con una segnalazione quando ti avvicini al limite previsto per restare nel regime. Ne parli con lo studio prima di dicembre, non dopo.
Segni le fatture che superano l'importo soggetto a bollo e lo strumento tiene il totale del trimestre. Niente più fatture ripescate a memoria a fine periodo.
Esporti incassi, contributi versati e accantonamenti in un file ordinato per data. Lo studio riceve dati già coerenti e non deve ricostruire l'anno a ritroso.
Che cosa cambia
Accantonare con metodo sposta le decisioni prima delle scadenze, invece di lasciarle all'ultima settimana utile.
Accantonando a ogni incasso, la somma da versare esiste già quando arriva la scadenza. Le rateizzazioni chieste all'ultimo momento smettono di essere l'unica soluzione possibile.
Vedere quanto resta dopo imposta sostitutiva e contributi cambia il modo in cui fai i preventivi. Un aumento di tariffa si giustifica meglio quando conosci il costo fiscale di ogni giornata di lavoro.
Arrivi alla dichiarazione con incassi ordinati e importi già stimati. Il confronto con il commercialista diventa una verifica veloce invece di una ricostruzione a posteriori.
Sapere a che punto sei rispetto alla soglia dei ricavi ti permette di programmare le fatture di fine anno con criterio, valutando insieme al consulente se conviene incassare adesso o a gennaio.
Scenari d'uso
Chi lavora da solo incassa con ritmi diversi: poche fatture grandi, molte piccole, oppure un misto che cambia stagione dopo stagione. Il metodo di accantonamento resta lo stesso.
Mettevo da parte a occhio e ogni estate mancava sempre qualcosa. Adesso registro la fattura appena viene pagata e vedo subito la quota da lasciare sul conto. A novembre il secondo acconto non mi ha spostato di una virgola.
Chiara Bettoni
Grafica freelance, Bologna
Ero da poco nella gestione separata e tenevo contributi e imposte in un unico mucchio. Qui sono due colonne distinte, con date diverse e importi diversi. Il mio commercialista riceve il riepilogo degli incassi senza doverlo chiedere tre volte.
Davide Ruggeri
Consulente informatico, Verona
Lavoro con tanti incassi piccoli e perdevo il conto del totale annuo. L'avviso sull'avvicinarsi alla soglia mi ha fatto programmare le ultime fatture con calma, parlandone prima con lo studio. Ora so sempre quanto è davvero mio.
Sonia Marchetti
Personal trainer, Bari
Scenari d'uso rappresentativi del profilo dei nostri utenti target.
Piani e prezzi
Tre piani soltanto: uno per chi inizia, uno per chi fattura con continuità, uno per lo studio che segue più forfettari. Scegli il piano e scrivici: ti rispondiamo con una simulazione costruita sui tuoi incassi.
9 euro al mese
Per chi ha aperto da poco la partita IVA e vuole soprattutto non perdere nessuna scadenza.
Il piano consigliato
19 euro al mese
Per chi fattura con continuità e vuole tenere sotto controllo accantonamenti, bollo e soglia dei ricavi.
39 euro al mese
Per il consulente o lo studio che segue più forfettari e vuole una sola vista sulle loro scadenze.
Prezzi per singola partita IVA, IVA esclusa, disdetta quando vuoi. ForfettarioSereno produce stime di accantonamento e non sostituisce il parere del tuo commercialista.
Domande frequenti
Se quella che cerchi non compare in elenco, scrivicela nel modulo qui sotto: rispondiamo con parole semplici e senza gergo inutile.
No, e non vuole farlo. Lo strumento calcola stime di accantonamento e tiene in ordine incassi e scadenze, mentre la dichiarazione dei redditi, la compilazione del quadro LM e la valutazione dei casi particolari restano in capo al tuo professionista. Molti utenti lo usano proprio per arrivare allo studio con dati coerenti e ridurre il lavoro di ricostruzione.
Partiamo dai compensi che hai incassato, perché nel regime forfettario vale il principio di cassa. A quel totale si applica il coefficiente di redditività associato al tuo codice ATECO, poi si deducono i contributi previdenziali versati nell'anno e sulla base imponibile che ne risulta si stima l'imposta sostitutiva. Accanto, in una colonna separata, viene stimata la quota contributiva.
Sì. Nel profilo indichi la gestione previdenziale a cui sei iscritto e il calendario si adatta: chi è nella gestione separata INPS versa i contributi seguendo il ritmo delle imposte, chi è iscritto alla gestione artigiani e commercianti ha rate periodiche fisse più i conguagli sull'eccedenza. Chi ha una cassa professionale di categoria può registrare comunque i versamenti effettuati, che restano deducibili.
Il totale incassato nell'anno è sempre visibile e ricevi una segnalazione quando ti avvicini al limite previsto dalla normativa per restare nel regime. Non decidiamo noi al posto tuo: l'avviso serve a farti parlare per tempo con il commercialista, perché superare il limite ha conseguenze diverse a seconda di quanto lo superi e va gestito prima della fine dell'anno.
Sì. Nel profilo indichi l'anno di inizio dell'attività e se ricorrono le condizioni previste dalla norma per l'aliquota ridotta riservata alle nuove attività. Lo strumento usa quel dato nella stima e ti ricorda l'anno in cui l'agevolazione termina, così l'aumento dell'imposta non ti trova impreparato.
No. ForfettarioSereno non è un software di fatturazione elettronica e non dialoga con il Sistema di Interscambio. Tu continui a emettere le fatture con lo strumento che usi già, e qui registri gli incassi con la data in cui il denaro è arrivato. È il momento del pagamento, non quello dell'emissione, a contare per il calcolo.
I dati degli incassi e dei versamenti restano nel tuo spazio e non vengono ceduti a terzi per finalità commerciali. Il trattamento è descritto nella privacy policy del sito, redatta secondo il Regolamento UE 2016/679. Puoi esportare in ogni momento il riepilogo completo e chiedere la cancellazione dei dati scrivendoci.
Dal blog
Guide pratiche sul regime forfettario, scritte per chi tiene i conti da solo e vuole capire prima di firmare.
Coefficiente di redditività, contributi deducibili e imposta sostitutiva: il metodo per capire quale quota di ogni incasso va lasciata ferma sul conto.
Leggi l'articolo
Requisiti di accesso, soglia dei ricavi e cause di esclusione previste dalla legge 190/2014: chi resta nel regime forfettario e chi invece ne esce.
Leggi l'articolo
Rate contributive, saldo, acconti, imposta di bollo e dichiarazione: tutte le scadenze del forfettario da fissare in agenda già a gennaio, senza rincorse.
Leggi l'articoloParliamone
Scrivici il tuo codice ATECO, la gestione previdenziale a cui sei iscritto e il ritmo con cui arrivano i pagamenti. Ti rispondiamo con una simulazione di accantonamento costruita sul tuo caso e con il piano che ha senso per te. Se preferisci vederla insieme, fissiamo mezz'ora in videochiamata.
I campi contrassegnati sono necessari per poterti rispondere. Il messaggio arriva direttamente a chi cura il progetto.
Preferisci la posta elettronica? Scrivi a jimenezjulien42@gmail.com indicando il tuo codice ATECO e la gestione previdenziale: la risposta arriva dallo stesso indirizzo.